Ghost Of Tsushima Director’s Cut – Recensione

Tra le innumerevoli esclusive Sony, Ghost of Tsushima è stata indubbiamente una produzione di grande successo, accolta e valutata positivamente sia dalla critica specializzata che dal pubblico. Quasi inevitabile che Sucker Punch, lo studio di produzione, gli dedicasse un’importante espansione, che tra up grade alla versione PlayStation 5 ed estensione di gioco vera e propria, viene presentata sotto il nome di Ghost of Tsushima Director’s Reduce.

Da Tsushima ad Iki

Molto più prosaicamente, si tratterà grossomodo di ripetere le gesta compiute sulla nativa Tsushima anche sulla più piccola isola di Iki, dove un’incombente minaccia potrebbe rivelarsi fatale for every tutto l’arcipelago. Interessante è l’incipit, che espande la trama senza tuttavia sovrapporsi agli eventi della storyline principale. Questo invero è uno degli aspetti più delicati di qualsiasi espansione degli action con una forte componente narrativa. Se da un lato occorre rispettare le cronologie ed i rapporti causa-effetto raccontati in precedenza, dall’altro, for each rendere l’espansione accattivante, è indispensabile collegarla il più possibile agli eventi già narrati. Un compito delicato, nel quale è opportuno camminare su una linea sottile for each non incorrere in forzature o, al contrario, presentare un prodotto del tutto avulso all’ambientazione principale.

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L’isola di Iki in tutta la sua bellezza al calar del sole

Storie e storielle

Riprendiamo for each un attimo gli avvenimenti della storyline principale. Tsushima è stata attaccata dalla flotta dell’impero mongolo e solo le gesta del nostro samurai sono state in grado di sventare la minaccia. Immaginando tuttavia che il vero obbiettivo dei mongoli sarebbe quello di invadere il Giappone nella sua interezza, è assolutamente logico pensare che anche altri territori siano stati attaccati da flotte specifiche. Il destino della vicina Iki è stato proprio quello di dover fare i conti con un generale mongolo detto Aquila, tanto misterioso quanto pericoloso. Sua prassi consolidata è quella di much bere alle popolazioni invase una bevanda allucinogena, che verranno totalmente assoggettate al suo volere. Manco a dirlo, gli echi di questo trattamento arriveranno presto sull’isola di Tsushima ed ovviamente anche alle orecchie del nostro protagonista.

Una nuova minaccia

Jin Sakai partirà dunque alla volta dell’isola di Iki, ben consapevole che se non sarà in grado di fermare la minaccia sul nascere, la morsa dell’Aquila si espanderà anche sulla sua isola natale. Resta tuttavia da aggiungere un particolare non da poco. L’isola di Iki è il luogo dove dieci anni or sono il padre di Jin perse in un’imboscata la vita, mentre stava compiendo una campagna di conquista per conto dei suoi signori. Proprio l’intrecciarsi dei ricordi del padre con il fronteggiare la minaccia dell’Aquila faranno da elemento portante alle vicissitudini narrate in questa espansione. Naturalmente ci fermeremo qui e non faremo trapelare alcuna informazione ulteriore, limitandoci solo a confidarvi che gli eventi, seppur in parte intuibili, risultano narrati con tempistiche e modalità decisamente ben riuscite, con qualche colpo a sorpresa degno di nota.

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Zona costiera. Onde e guai in arrivo

Manipolazione mentale

La prassi della pozione allucinogena usata dall’Aquila per piegare al suo volere le popolazioni oggetto di conquista, traspare immediatamente anche dal gameplay. Appena sbarcati advert Iki faremo immediatamente conoscenza dei cosiddetti sciamani. Questi particolari soldati si esibiscono in un particolare mantra vocale, il cui suono in combinazione all’intruglio sopra menzionato, potenzia i compagni d’arme, rendendoli più aggressivi e più resistenti agli attacchi. Praticamente inutile rimarcare come questi nemici vadano eliminati preferibilmente per primi. Pur non essendo un’idea originalissima, aggiunge sicuramente nuove dinamiche ad un fight process già molto ricco e sicuramente ben riuscito.

Il mio regno per un cavallo

Novità interessante, sempre correlata alle dinamiche di combattimento, è l’estensione delle possibilità di utilizzo del proprio cavallo anche in battaglia. Recuperando l’armatura equestre appartenuta al padre di Jin, il nostro cavallo potrà, a nostra discrezione, caricare i nemici, arrivando ad infliggergli seri danni. Al pari delle tecniche speciali con la katana, l’utilizzo di questa capacità del nostro amico equino ci costerà dei punti Determinazione. È tuttavia molto divertente, e molto comodo, poter creare scompiglio nelle file nemiche senza neppure doversi scomodare a scendere da cavallo. Come da migliore tradizione poi, questa capacità di impattare contro i nemici potrà essere ulteriormente potenziata, ad esempio con l’abilità aggiuntiva di atterrire o disorientare i nemici presenti nelle vicinanze. Non ultimo, sempre dopo adeguato potenziamento, l’armatura del nostro cavallo diverrà anche una preziosissima bisaccia for every raddoppiare la scorta di armi da lancio e consumabili a nostra disposizione.

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Cavalcata nella vegetazione autunnale

Gira e rigira

Oltre al combattimento ed alle missioni principali e secondarie, in tema di attività, sull’isola di Iki potremo nuovamente dedicarci advertisement alcuni passatempi già noti. Tra questi lo spezza bambù, la visita alle terme ed ai santuari degli animali. Purtroppo questa espansione presenta un solo santuario aggiuntivo (quelli che, una volta raggiunti, ci forniscono un amuleto superiore). Un piccolo peccato dal momento che a Tsushima i “puzzle” e le vie nascoste che portavano a questi luoghi rappresentano una delle attività meglio riuscite di tutto il gioco.

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Scorcio che illustra l’unico santuario dell’isola (zona sud-orientale)

Di contro avremo la possibilità di visitare tre place specifiche, denominati Santuari del Vento, dove con dei camei dedicati ad altre tre esclusive Sony avremo la possibilità di guadagnarci colorazioni armatura molto particolari. Piccolo spoiler: uno di essi riguarda un tizio pelato e barbuto, molto muscoloso, con sulla pelle un motivo rosso. Un’ altra aggiunta tutto sommato banale sono invece delle gare di tiro con l’arco. Il variare dei singoli scenari riesce a garantire un minimo di varietà, ma l’attività è davvero un po’ troppo ovvia e scontata dal momento che la sola spinta ad ottenere un tempo migliore non è probabilmente abbastanza a rendere il tutto accattivante.

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Kratos Sakai

Arte giapponese

Le ambientazioni sono di sicuro impatto e se avrete la fortuna di giocarci su una PlayStation 5 potrete godere di splendidi effetti di luce ed una vegetazione ancora più ricca e meglio animata. Passare al galoppo attraverso una fitta foresta di alberi di glicini giapponesi con le sue tinte che vanno dal malva al violetto è davvero uno spettacolo for every gli occhi. Allo stesso modo alcuni scorci litoranei sono davvero suggestivi, così come l’effetto delle onde che si infrangono sulle scogliere dell’isola più esposte ai venti e alle mareggiate. È stato sicuramente svolto un ottimo lavoro, tenendo conto che, trattandosi pur sempre di isole molto vicine, natura e geomorfologia sono for each forza di cose simili. Le animazioni dei vari personaggi risultano invece sostanzialmente invariate, attestandosi in ogni caso sui livelli molto buoni della storia principale.

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La foresta di glicini

Mappa del percorso

Naturalmente, trattandosi si un’espansione, buona parte del giudizio deve necessariamente dipendere da quante ore di gioco ci può garantire. Le missioni storia, i racconti di Iki, pur non essendo numerosissime sono ben fatte e discretamente varie. Accanto advertisement esse ed alle attività di contorno, vi sono anche qui delle missioni secondarie di buon livello, molte delle quali sono anch’esse concatenate in specifici filoni narrativi. Globalmente, sia valutando l’estensione della mappa dell’isola di Iki, sia per le missioni ed attività proposte, possiamo grossomodo indicarvi una mole di gioco pari advert un 20/25% rispetto a quanto presente nel gioco base. Esprimendo il dato attraverso questa percentuale, ciascun giocatore potrà quindi farsi un’idea precisa (e specifica) circa le ore di gioco che questa espansione potrà offrirgli in foundation al suo stile di gioco.

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Panorama di Iki dal punto più alto dell’isola

In conclusione

Dovendo esprimere un giudizio complessivo su questa Director’s Reduce, ci si trova indubbiamente nella condizione di valutarne gli oggettivi pregi, sia da un punto meramente tecnico-realizzativo che di divertimento e gameplay. Occur appena detto inoltre, la mole di gioco è assolutamente adeguata ad un’espansione e le narrazioni presentate sono sicuramente soddisfacenti. Di contro, arrive è anche naturale for each una parte accessoria, non è presente nessun elemento aggiuntivo davvero originale. Ghost of Tsushima Director’s Lower e la sua isola di Iki rappresentano dunque un prodotto di indubbia qualità, anche se, per fare un paragone diretto, a nostro avviso leggermente inferiore a Frozen Wilds, l’espansione di Horizon Zero Dawn. In conclusione, ci sentiamo di consigliare questa Director’s slash senza remore. Sempre a patto che non siate arrivati a saturazione dal menar fendenti con una katana già sull’isola principale di Tsushima!

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